L’evento conclude l’edizione 2026 del Festival della Salute mentale, che per il secondo anno ha avuto un ricco calendario di appuntamenti anche in Valdarno
È stato inaugurato questo pomeriggio, a San Giovanni Valdarno, il centro diurno GIOi – Intensivo Giovani, nuova struttura dedicata agli adolescenti con disturbi della salute mentale.
L’apertura è avvenuta nell’ambito della terza edizione del Festival della Salute Mentale, al termine del convegno “Under pressure. Attraversare le sfide e le opportunità dell’adolescenza”, ospitato al Centro di GeoTecnologie.
Al taglio del nastro erano presenti, Valentina Vadi, presidente della Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino e sindaco di San Giovanni Valdarno, Patrizia Castellucci, direttrice dei Servizi sociali Asl Toscana sud est, Elena Rebora, direttrice della Zona distretto Valdarno, Giuliana Galli, direttrice Dipartimento Salute mentale e dipendenze, Susanna Giaccherini, direttrice UOC Psicologia, Area provinciale Aretina, Elena Gatteschi, presidente della cooperativa K2B, insieme ai responsabili e agli operatori del servizio.
Erano presenti anche Filippo Boni, Assessore Infrastrutture e trasporti Regione Toscana e Gabriele Veneri, Consigliere regionale, sindaci e amministratori del territorio.
Il centro ha sede in via Vetri Vecchi 34, in un immobile di proprietà del Comune di San Giovanni Valdarno, concesso in comodato d’uso alla Asl Toscana Sud Est e rinnovato per rispondere alle esigenze del servizio.
La gestione è stata affidata, a seguito di gara pubblica, alla cooperativa K2B per 4 anni.
GIOi nasce per dare risposta al crescente bisogno di supporto psicologico e psichiatrico tra i giovani del territorio, un fenomeno che si è accentuato in modo significativo a partire dalla pandemia.
Il servizio si rivolge ad adolescenti tra i 12 e i 17 anni residenti nel Valdarno e rappresenta un tassello fondamentale nel rafforzamento della rete territoriale della salute mentale.
Si tratta di un centro diurno a carattere terapeutico-riabilitativo intensivo, pensato per quei ragazzi per i quali il solo trattamento ambulatoriale non è sufficiente ma per i quali, allo stesso tempo, si vuole evitare il ricorso a strutture residenziali fuori territorio o a ospedalizzazioni ripetute.
L’obiettivo è favorire il recupero funzionale, relazionale e sociale degli adolescenti, mantenendoli il più possibile nel proprio contesto di vita.
Il centro potrà accogliere fino a 12 utenti e sarà attivo dal lunedì al sabato, con attività articolate in moduli diurni e a tempo ridotto.
Ogni ragazzo sarà seguito attraverso un progetto terapeutico personalizzato, con il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare composta da medici, psicologi, educatori, infermieri e professionisti della riabilitazione.
Sono previsti anche momenti di sostegno per le famiglie, attività di supporto scolastico e percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
La struttura, inserita in una posizione strategica vicino alla stazione ferroviaria e al polo universitario, è stata progettata per garantire un ambiente accogliente, sicuro e integrato con il territorio, con spazi dedicati sia alle attività di gruppo sia ai colloqui individuali.
Tra le attività previste anche il proseguimento del progetto “Riconnessi”, dedicato al contrasto del ritiro sociale.
“La Zona distretto si arricchisce oggi di un servizio nuovo – commenta Elena Rebora, direttrice della Zona distretto Valdarno aretino – offerto sia a ragazzi e ragazze locali che dei territori limitrofi attraverso un percorso di presa in carico integrata con l’Unità funzionale salute mentale infanzia e adolescenza, e che reputiamo di grande interesse perché risponde a un bisogno crescente del territorio.
L’obiettivo è ridurre ricoveri evitabili e mantenere la persona nel suo contesto, dato che si prevede anche la possibilità di continuare il percorso scolastico con una frequenza solo pomeridiana.
L’altro grande valore del servizio è la sua integrazione con il Terzo settore, in questo caso la cooperativa sociale K2B, che affianca tutta la sua competenza ai profili più sanitari dell’Azienda sanitaria.”
“L’inaugurazione del GIOi rappresenta un momento molto importante per la nostra comunità – ha dichiara la presidente della Conferenza dei sindaci Valentina Vadi, primo cittadino di San Giovanni Valdarno –.
Con l’apertura di questo centro diurno dotiamo il Valdarno di un servizio che fino ad oggi mancava, capace di rispondere in modo concreto e qualificato ai bisogni sempre più complessi degli adolescenti.
Dopo la pandemia abbiamo registrato un aumento significativo delle situazioni di fragilità psicologica tra i giovani:
per questo era fondamentale creare un luogo di ascolto, cura e accompagnamento, che permetta ai ragazzi di affrontare le difficoltà senza essere allontanati dal proprio contesto di vita.
Come Conferenza dei sindaci e come Comune abbiamo scelto di mettere a disposizione questa struttura proprio per sostenere un progetto che rafforza la rete dei servizi e investe sul futuro delle nuove generazioni.
Ringraziamo l’Azienda Usl Toscana Sud Est, la Zona distretto e tutti i professionisti coinvolti per aver reso possibile la realizzazione di questo importante presidio.
L’attenzione nei confronti del mondo dell’adolescenza, però, non si esaurisce con questa inaugurazione, pur così significativa.
Entro l’anno sarà infatti aperto anche ‘DesTEENazione’, un centro multifunzionale che nascerà in via Mannozzi e che integrerà progetti educativi, sociali e psicologici per promuovere autonomia, partecipazione e inclusione.
Si tratta di un intervento importante, sostenuto da un finanziamento di oltre 3 milioni e mezzo di euro promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con risorse del Fondo sociale europeo”.
“GIOi punta ad essere una struttura di riferimento per il territorio con due obiettivi prioritari – prosegue Stefano Berloffa, responsabile Unità funzionale Salute mentale infanzia e adolescenza Valdarno – da un lato quello di prevedere e contenere i momenti di crisi di ragazzi e ragazze in condizione di fragilità estrema e dall’altro quello di promuovere un pieno recupero funzionale (recovery) nei casi in cui la crisi sia già avvenuta e ci sia necessità di scongiurare ulteriori disagi e ricadute.
Per entrambi risulta strategico l’approccio integrato reso che la sinergia tra ASL e Terzo settore, in uno spazio appositamente strutturato come è quello che andiamo ad inaugurare oggi”.
“Come Azienda sanitaria siamo molto contenti dell’inaugurazione di oggi – aggiunge Patrizia Castellucci, direttrice dei Servizi sociali Asl Toscana sud est – perché riteniamo che il GIOi possa rappresentare davvero un punto di riferimento per il territorio, su temi così importanti e delicati come quelli della salute mentale dei giovani.
La strutturazione dei percorsi e l’interdisciplinarietà che caratterizza il servizio sono sicuramente punti di forza che ci aiuteranno a dare risposte concrete e positive alle sfide che ci attendono sui temi della salute mentale giovanile di oggi e di domani”.
“L’apertura del Centro Diurno GIOI rappresenta una risposta tempestiva alle sfide del disagio adolescenziale nel nostro territorio” conclude Elena Gatteschi, Presidente K2B.
“In qualità di gestori, il nostro impegno è orientato a offrire programmi terapeutici e riabilitativi altamente flessibili, capaci di adattarsi alle esigenze mutevoli dei ragazzi.
La forza del progetto GIOi risiede nel superamento della prassi burocratica a favore di una personalizzazione reale, intesa come unico strumento per intercettare il disagio adolescenziale.
Il centro opera su un doppio binario: il contenimento della fragilità e il potenziamento delle potenzialità di ogni ragazzo.
Attraverso un’équipe a forte impronta educativa, garantiamo percorsi a intensità variabile: una presenza forte nella fase acuta che punta, come obiettivo finale, a una ‘dimissione guidata’ verso la riappropriazione delle esperienze di vita esterne.”








