GDF: due reati nel Valdarno per reati in materia di stupefacenti

In tale contesto, dall’inizio dell’anno, la Compagnia di San Giovanni Valdarno, nell’ambito del servizio di pubblica utilità “117”, ha eseguito, nell’ambito di due differenti operazioni, un arresto nei confronti un italiano,

Trovato in possesso di sostanze stupefacenti, e di un albanese latitante. Quest’ultimo era destinatario di Mandato di Arresto Europeo. In passato, si era sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione.

Nel primo caso, nel Comune di Cavriglia, nel controllare un’auto condotta da un sessantenne italiano con precedenti in materia di stupefacenti, i finanzieri rinvenivano, adagiata sul pavimento posteriore dell’auto, una busta voluminosa contenente 1065 grammi di marijuana.

La successiva perquisizione personale e domiciliare consentiva di sequestrare all’interno di un capanno, adiacente all’abitazione del responsabile, ulteriori 5 grammi di marijuana e materiale di confezionamento. Inoltre, venivano sequestrate 11 piantine della stessa sostanza, coltivate in un rudimentale impianto di coltivazione indoor dotato di lampade a luce artificiale.

L’uomo veniva quindi arrestato in flagranza per il reato d’illecita detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Successivamente, veniva posto a disposizione della Procura della Repubblica.

All’esito dell’udienza di convalida, il GIP presso il Tribunale di Arezzo convalidava l’arresto in flagranza. Disponeva inoltre la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato.

Nel corso di un altro controllo su strada, effettuato nelle scorse settimane nel comune di San Giovanni Valdarno, veniva invece ispezionata un’autovettura con a bordo due persone, entrambe di nazionalità albanese.

Dai primi speditivi controlli emergeva che il passeggero, quarantenne, risultava gravato da molteplici precedenti penali connessi al traffico di sostanze stupefacenti.

Nel frattempo, il conducente manifestava un crescente stato di nervosismo, mostrandosi reticente nel fornire le proprie generalità ed esitando ad esibire i documenti.

Insospettiti dall’atteggiamento tenuto dall’uomo, e ritenendo non attendibili le generalità da lui dichiarate e il

Referente: COL. WALTER MAZZEI , i finanzieri effettuavano una sua compiuta identificazione sottoponendolo a riscontri foto- dattiloscopici dai quali emergeva che si trattava di un soggetto ricercato.

Era condannato nel 2015 e destinatario di un Mandato di Arresto Europeo. Doveva ancora espiare un residuo di pena detentiva di 2 anni e 7 mesi, per una condanna emessa dal Tribunale di Firenze e relativa a reati connessi al traffico di stupefacenti.

Per sottrarsi all’esecuzione della pena l’uomo si era fatto attribuire in Albania il cognome della moglie, indicato nei suoi documenti. Così è riuscito, in tutti questi anni, ad eludere i controlli e a muoversi indisturbato nei suoi frequenti viaggi tra l’Italia e l’Albania.

I militari, pertanto, informata la Procura della Repubblica di Arezzo e gli organi centrali competenti, eseguivano l’Ordine di esecuzione per la carcerazione, a suo tempo emesso dal Tribunale di Firenze. Poi traducevano il soggetto presso la Casa Circondariale di Arezzo.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Arezzo (art. 5 del d.lgs. n. 106/2006, come modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 188/2021), trattandosi di attività di indagine di rilevante interesse pubblico concernente la repressione dei traffici illeciti.

Al riguardo, si evidenzia che il procedimento penale riguardante il soggetto indagato versa nella fase delle indagini preliminari. Quest’ultimo deve presumersi innocente fino ad eventuale pronuncia irrevocabile di condanna.