Il 19 settembre alle 18, presso i locali del Circolo Arci di Castelnuovo dei Sabbioni, sarà presentato al pubblico ANAPAITE, il progetto fotografico di Michele Lapini dedicato alla memoria e alle trasformazioni del territorio dell’ex bacino minerario di Santa Barbara.
L’evento rappresenterà un momento di restituzione pubblica del lavoro sviluppato da Lapini nei mesi precedenti, attraverso fotografie, ritratti, testimonianze e ricerca negli archivi.
Un progetto nato da uno sguardo interno al territorio e dalla volontà di mettere in relazione il paesaggio contemporaneo con le tracce della sua storia:
i luoghi della miniera, il lavoro, le comunità e i segni lasciati dalle trasformazioni che hanno attraversato l’ex miniera di Santa Barbara, i territori e le comunità circostanti.
«Questo lavoro nasce dal desiderio di tornare a guardare un territorio che mi ha visto crescere, ma che attraverso la ricerca ho imparato a vedere anche attraverso le storie degli altri. Fotografare questi luoghi ha significato confrontarsi con ciò che è rimasto e con ciò che invece è scomparso o si è trasformato.
Il 19 settembre è un momento importante perché il progetto torna finalmente nel territorio da cui è partito, non solo attraverso le fotografie, ma anche attraverso il libro e il documentario: forme diverse per condividere una memoria che non è mai soltanto personale, ma appartiene a una comunità.» — Michele Lapini
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ed è stato realizzato in collaborazione con il MINE Museo delle Miniere e del Territorio e il Comune di Cavriglia.
La serata del 19 settembre riunirà tre differenti forme di restituzione del progetto. Sarà inaugurata la mostra fotografica di Michele Lapini, nella quale le immagini costruiscono un racconto fatto di presenze e assenze, luoghi ancora riconoscibili e luoghi profondamente trasformati.
Accanto alla fotografia contemporanea, il progetto mantiene un dialogo con la memoria d’archivio, mettendo in relazione tempi diversi e facendo emergere come il paesaggio continui a cambiare mentre la memoria dei luoghi rischia di frammentarsi.
Sarà inoltre presentato il libro realizzato artigianalmente, che raccoglie e restituisce l’intero lavoro attraverso una forma editoriale costruita a mano.
Il volume diventa così un ulteriore dispositivo di conservazione e condivisione della ricerca, raccogliendo fotografie e materiali che attraversano il progetto e ne restituiscono la complessità.
La serata si concluderà con la proiezione del documentario realizzato da Eros Regoli e Tommaso Orbi / MACMA, dedicato ad ANAPAITE e al percorso di ricerca di Lapini sul territorio.
Il film aggiunge al racconto fotografico una dimensione audiovisiva, fatta di luoghi, voci e testimonianze, contribuendo a restituire la stratificazione della memoria e delle trasformazioni che hanno interessato l’area mineraria.
La presentazione del 19 settembre sarà quindi un’occasione per incontrare l’autore, vedere le fotografie, conoscere il libro e assistere alla proiezione del documentario, condividendo con la comunità il lavoro sviluppato attorno ad ANAPAITE.
Il progetto non si esaurisce con questa prima restituzione pubblica, ma continuerà a svilupparsi attraverso la raccolta di materiali d’archivio, testimonianze e nuove forme di ricerca e restituzione.
«Progetti come quello realizzato da Michele Lapini testimoniano i valori che animano i nostri concittadini, il senso di appartenenza ed una forte identità territoriale.
Sono molto orgoglioso, dunque, che il 19 settembre i locali del circolo Arci di Castelnuovo ospitino una mostra che ci parla dell’ex bacino minerario, delle sue storie e della vita del tempo che fu, restituendoci momenti trascorsi, ma ancora vivi nei nostri ricordi.» — Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, Sindaco di Cavriglia.
ANAPAITE
Progetto fotografico di Michele Lapini
19 settembre 2026 · ore 18,00
Circolo Arci di Castelnuovo dei Sabbioni
Inaugurazione della mostra fotografica
Presentazione del libro “Anapaite”
Proiezione del documentario di Eros Regoli e Tommaso Orbi / MACMA








