A 15 mesi dalle parole di Mario Draghi: “chi non si vaccina muore”

di Stefano Pezzola

Il 21 luglio 2021 durante la conferenza stampa per presentare le nuove regole sull’uso del Green Pass, il presidente del Consiglio Mario Draghi affermò in modo lapidario “l’appello a non vaccinarsi è un appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori oppure fai morire“.

Dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 19 ottobre 2022 sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 23.395.376 casi, di cui 175.226 deceduti.
Fra il 10 e il 16 ottobre sono stati segnalati 276.722 nuovi casi, di cui 127 deceduti (tale valore non include le persone decedute nel periodo con una diagnosi antecedente al 10 ottobre 2022).
La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre 2020.
Al 19 ottobre 2022, sono state somministrate complessivamente 141.411.272 dosi (47.322.092 prime dosi, 49.984.036 seconde/uniche dosi, 40.220.985 terze dosi e 3.884.159 quarte dosi)
https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini
L’efficacia del vaccino – riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati nel periodo di prevalenza Omicron a partire dal 3 gennaio 2022 nel  prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è pari al 30% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 20% tra i 91 e 120 giorni, e 44% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale o pari al 42% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.
L’efficacia nel prevenire casi di malattia severa è pari al 62% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 64% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 69% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni. o pari all’82% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.
La rete di ospedali sentinella, con dati aggiornati al 25 ottobre, rende noto che nei reparti ordinari la quota dei non vaccinati è invece pari al 20%.
La restante parte di ricoverati, invece, è vaccinata da oltre 6 mesi e sprovvista della quarta dose.
Circa il 90% di coloro che hanno contratto l’infezione da Sars-Cov-2 e si trovano in ospedale è affetto da altre patologie.

In tutta sincerità a me questa nuova narrazione per la quale i crimini perpetrati contro l’umanità negli ultimi tre anni adesso si debbono ricondurre a “qualcosa non ha funzionato“, non torna per nulla.
Inoltre la locuzione “o ti vaccini o non lavori e riscuoti lo stipendio” piu’ che una iniziativa di carattere sanitario in stato di emergenza, mi sembra abbia avuto i connotati di un vero e proprio ricatto.

Meglio allargare il più possibile il Green Pass come incentivo/obbligo a vaccinarsi” affermava lo scorso anno il dr. Massimo Galli.
Quasi superfluo ricordare lui, così come a SuperMario, che grazie a Dio valeva ancora – e spero varrà in futuro nel nostro paese – quella parte dell’art. 32 Cost. in cui si precisa che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario” in mancanza di una legge che lo imponga.
Questo significa che non si può più accusare il non vaccinato di danneggiare gli altri con la propria scelta di non vaccinarsi.
Non esiste infatti alcuna responsabilità per conseguenze che derivano dall’esercizio di un diritto costituzionalmente valido.
E i dati chiari, inconfutabili nonchè le dichiarazione della stessa Pfizer oggi confermano che le parole del già Premier Draghi in conferenza stampa il 21 luglio 2021 erano assolutamente fuori luogo.

In Italia il vaccino è stato di fatto obbligatorio, ma senza che al cittadino fossero assicurate quelle garanzie costituzionali comunque previste per qualunque altro obbligo di legge.
Se la vaccinazione di massa secondo la narrazione ufficiale era davvero l’unica strada percorribile, come era possibile soltanto pensare che l’interesse collettivo fosse maggiormente tutelato non da una legge ad hoc del parlamento che obbligasse alla vaccinazione, bensì inserendo obblighi “relativi” come il green pass, esasperando buona parte dei cittadini, mettendoli all’angolo e confidando che cedano alle pressione ed alle minacce?
I vaccini anti-Covid sono stati “raccomandati” non per l’interesse della collettività ma per altre ragioni.
E ormai è chiaro a tutti che non sono affatto così sicuri ed efficaci come ci hanno raccontato.