Questa mattina, dopo mesi di fervida attività, è stato possibile accompagnare la cittadinanza e tutti coloro che fossero a vario titolo interessati, a visitare il cantiere dell’Antico Borgo di Castelnuovo d’Avane, ormai vicino alla rinascita.
Il presidente della Regione Eugenio Giani, assieme al Sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni e alla Giunta Municipale hanno constatato il progredire dei lavori, assieme ai progettisti e alla comunità.
Un momento importante di verifica e confronto al quale sono intervenuti anche il Sovrintendente Gabriele Nannetti, l’Assessore Regionale Filippo Boni, la Consigliera Regionale Roberta Casini, il Presidente della Camera di Commercio Arezzo – Siena Massimo Guasconi, molti Sindaci e Amministratori valdarnesi, il professor architetto Marco Casamonti, l’ingegnere dello Studio GPA Giovanni Cardinale e Francesca Velani, vicepresidente Promo PA Fondazione.
A tale, prestigioso, parterre di ospiti si è aggiunta una nutrita rappresentanza dell’imprenditoria locale.
Tre anni fa la Regione scelse proprio il progetto di rigenerazione di Castelnuovo d’Avane, tra altri 42 candidati, come unico ed esemplare rappresentante per la Toscana per il bando finanziato per 20 milioni dal Pnrr che comprende sia opere di ristrutturazione sia lo sviluppo di attività di valorizzazione e produzione culturale.
Dall’aggiudicazione del bando a oggi tutte le energie sono state impiegate per “cucire” addosso al Borgo un progetto che ne salvaguardasse le peculiarità, proiettandolo al contempo verso una dimensione più fruibile e capace di attrarre turisti, capitali, nomadi digitali, artigiani e nuovi abitanti.
“La rinascita di Castelnuovo d’Avane – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – è sempre più vicina.
Oggi tutti, non solo le istituzioni, possono toccare da vicino i progressi straordinari di questo preziosissimo progetto di rigenerazione.
Non potevamo perdere l’occasione che il Pnrr ci aveva dato e sono orgoglioso che i lavori stiano rispettando i tempi previsti.
Il merito è di tutti coloro che stanno lavorando a questa missione.
A loro va il mio ringraziamento, che si unisce all’entusiasmo di condividere il sopralluogo con la cittadinanza.
Dare nuova vita a questo borgo, risarcendolo anche delle ferite lasciate dalla guerra e dallo sfruttamento delle miniere, è un simbolo di rilancio per tutta la Toscana.
La realizzazione di questo progetto è una vera e propria vittoria che appartiene a tutta la comunità. Castelnuovo d’Avane rappresenta il futuro che vogliamo costruire insieme”.
“Una grande emozione vedere che l’antico borgo di Castelnuovo d’Avane sta rinascendo a grandi passi – commenta l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni -.
Porto con me una consapevolezza ancora più forte: questo progetto è un percorso umano, civile e culturale che quando sono stato vicesindaco e assessore alla Cultura di Cavriglia ho seguito passo dopo passo, fin dall’aggiudicazione del finanziamento, attraversando ogni fase, ogni scelta, ogni passaggio complesso. Conosco questo borgo per appartenenza.
È la mia comunità, il luogo in cui vivo e a cui sono legato da radici profonde, affettive e identitarie.
Qui la cultura non è ornamento, ma sostanza, diventa strumento di riscatto, visione condivisa, possibilità concreta di futuro.
Castelnuovo d’Avane dimostra che quando una comunità crede in se stessa e investe nella propria storia, può trasformarla in energia viva, capace di generare valore, lavoro e senso.
Questo è il significato più alto dell’azione pubblica: custodire il passato per renderlo fertile domani”.
Leonardo Degl’Innocenti o Sanni ha dichiarato: “E’ una profonda emozione per me accompagnare la cittadinanza a visitare il cantiere del Borgo di Castelnuovo d’Avane dopo mesi di lavoro, soprattutto perché in tal modo la cittadinanza può constatare il progredire delle attività relative al progetto di rinascita del Borgo ed apprezzarne i risultati.
Da adesso, infatti, si giungerà direttamente al termine dei lavori e all’inaugurazione”.
Di fondamentale importanza nel percorso di rinascita è anche la collaborazione con Enel Produzione S.p.A., che curerà progettazione e realizzazione di una strada di collegamento al Borgo dall’area nord, ovvero dalla S.P. delle Miniere, comprensiva dei relativi sottoservizi.
L’intervento interessa una superficie totale di 5.050 mq, suddivisi in tre lotti funzionali, che riguardano 15 edifici, impegnando nell’esecuzione dei lavori 4 imprese, oltre 75 operai e 15 fra ingegneri ed architetti. Gli Enti coinvolti nel progetto sono oltre 10.
In campo dunque una riqualificazione totale, ambientale ed energetica, che presterà particolare attenzione all’accessibilità e alla cultura avendo comunque al centro storia e caratteristiche del borgo che fu.
Un passaggio, questo, che parla direttamente al cuore della comunità e di quanti oggi salutano con orgoglio una vera e propria rinascita.
Il Borgo, si spiega a Castelnuovo d’Avane, è considerato da sempre un luogo deputato alla memoria delle ferite che la popolazione di qui ha subito negli anni.
Dalla strage messa in atto dai Pazzi nel 1267, che massacrarono gli abitanti maschi della rocca, all’eccidio avvenuto il 4 luglio del 1944, questa volta per mano nazi-fascista che, di nuovo, vide cadere 74 uomini, privando della vita 192 civili innocenti nell’intero territorio comunale.
La storia di questo paese è legata anche all’estrazione della lignite xiloide che ne caratterizzò l’economia già da metà del 1800 fino alla nascita del progetto Santa Barbara, nel 1956, con lo scavo della lignite a cielo aperto che decretò la demolizione di case, chiese e un castello, portando lo stesso abitato di Castelnuovo ad un passo dal franare.
Per questo motivo negli anni Settanta l’intero abitato venne evacuato e ricostruito in altra località vicina chiamata Camonti.








