Una mattinata dedicata alla legalità, alla memoria e soprattutto al futuro.
È su queste basi che nasce l’iniziativa “Dal riuso dei beni confiscati al Patto di Amicizia: il valore della legalità in Valdarno”, promossa dal Comune di Terranuova Bracciolini con la partecipazione delle istituzioni locali e regionali, associazioni e studenti.
La giornata si è aperta con la visita della vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop ai beni confiscati presenti sul territorio comunale: la villetta Nencioni e il capannone Valarioti, simboli concreti di un percorso di trasformazione e riscatto.
Nel corso dell’incontro in aula consiliare, il sindaco Sergio Chienni ha sottolineato il valore collettivo dell’iniziativa:
“Oggi è una riaffermazione della legalità da parte dell’intero Valdarno. Ci sono luoghi che nascono con l’ombra dell’arroganza mafiosa – ha detto – ma ci sono comunità che con ostinazione riescono a trasformarli e a dare loro un significato nuovo.
Noi non celebriamo solo la confisca, ma la restituzione alle persone di beni al servizio della collettività: un magazzino comunale, un archivio, una villetta per l’emergenza abitativa”.
I due immobili, confiscati negli anni Novanta alla famiglia Priolo, sono stati oggetto di un importante intervento di recupero concluso nel 2023, grazie anche al finanziamento regionale: 450mila euro per il capannone e 260mila euro per la villetta.
Quest’ultima ospita oggi un progetto sperimentale di cohousing sociale, realizzato in collaborazione con la Fondazione Papa Giovanni Paolo II, rivolto a persone e famiglie in difficoltà abitativa.
“La legalità non si delega, ma si pratica insieme, ogni giorno, attraverso percorsi che intrecciano l’azione delle istituzioni e il protagonismo della cittadinanza e dei più giovani”, ha commentato la vicepresidente Diop definendo quanto accade a Terranuova Bracciolini “un esempio concreto di questa idea”.
“La cultura della legalità – ha proseguito – può attecchire dove c’è una relazione vera tra chi governa e chi vive i territori.
“Qui – ha concluso Diop – abbiamo un modello che può servire a tutte e a tutti noi: l’impegno, nel solco della legge 109 del 1996 sul riuso sociale dei beni confiscati, del Comune e della Regione che hanno consentito la trasformazione di due beni da simbolo del potere criminale a luogo di diritti e democrazia, un lavoro congiunto tra enti locali toscani e calabresi, la forza di ragazze e ragazzi sulle cui gambe e spalle cammina una società libera da logiche e comportamenti criminali”.
Il prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo ha evidenziato come “La restituzione alla collettività di beni accumulati attraverso i più gravi reati rappresenta uno dei messaggi più forti che lo Stato possa dare.
Trasformare ciò che era frutto di traffici illeciti, violenza ed estorsioni in spazi di solidarietà e servizio significa affermare, con chiarezza, che la legalità è più forte di ogni tentativo di sopraffazione criminale.
La partecipazione dei ragazzi conferma che questi esempi parlano anche alle nuove generazioni, rendendole protagoniste attuali di una società fondata sulla cultura della legalità”.
A moderare l’incontro è stato Pierluigi Ermini, referente di Libera nel Valdarno, che ha richiamato l’attenzione sulla dimensione regionale del fenomeno: “oggi è una giornata bella e importante, ma la strada è ancora lunga:
in Toscana ci sono circa 700 beni confiscati, molti dei quali devono ancora essere restituiti alla collettività. Serve un impegno economico forte anche a livello nazionale”.
Tra i momenti centrali, l’intervento del sindaco di Reggello Piero Giunti, che ha illustrato il Patto di Amicizia sottoscritto nel giugno 2025 tra nove Comuni del Valdarno e due realtà della Piana di Gioia Tauro, Polistena e Cinquefrondi.
Un accordo che unisce territori diversi sotto un comune denominatore: la difesa della legalità democratica, della giustizia sociale e la lotta alla criminalità organizzata e alle ecomafie.
Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, le consigliere regionali Roberta Casini e Serena Spinelli, insieme al sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni, referente di Anci Toscana per i beni confiscati.
Presenti anche ragazze e ragazzi che hanno preso parte ai campi di lavoro in Calabria promossi da Libera e Legambiente in collaborazione con i Comuni, oltre al Consiglio comunale dei ragazzi con i docenti dell’istituto Giovanni XXIII.
La presenza dei giovani partecipanti ai campi “E!State Liberi” ha dato ulteriore significato all’iniziativa: la legalità non è solo memoria, ma pratica quotidiana e investimento sul futuro.
Proprio dalle loro voci è emersa con forza l’importanza di esserci, partecipare attivamente e costruire, giorno dopo giorno, una cultura della legalità fondata sulla conoscenza e sull’impegno civile.
