Il Nuovo Sindacato Carabinieri esprime piena solidarietà e vicinanza al collega libero dal servizio, brutalmente aggredito nel pomeriggio di sabato 31 gennaio scorso all’interno di un supermercato di via Antonio Gramsci a Levane, una frazione del Comune di Bucine in provincia di Arezzo.
Il militare, cinquantenne, dopo essersi qualificato e aver mostrato il tesserino in modo pacato, è stato colpito con violenza da un cittadino nigeriano che gli ha sferrato un calcio alla caviglia, procurandogli una frattura con prognosi di trenta giorni.
“Non è accettabile che un carabiniere, anche fuori servizio – dichiara il segretario generale regionale di NSC Toscana Nizar Bensellam Akalay – venga aggredito per aver semplicemente fatto il proprio dovere”.
“La nostra uniforme – sottolinea – rappresenta lo Stato e la legalità, e chi la colpisce, fisicamente o verbalmente, attacca l’intero sistema democratico”.
“L’ennesima applicazione di misure cautelari irrisorie, come l’obbligo di firma a fronte di una frattura e di un’aggressione gratuita – prosegue il segretario – svilisce il lavoro delle Forze dell’Ordine e lancia un messaggio di pericolosa impunità: è tempo di dire basta, lo Stato deve tornare a farsi sentire e a proteggere i suoi servitori”.
“La solidarietà – conclude Nizar Bensellam Akalay – non basta più, servono certezze legislative e pene esemplari, perché non possiamo più permettere che il sacrificio dei carabinieri venga calpestato da un sistema che sembra tutelare più chi delinque che chi difende la legalità”.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri invita tutti i cittadini e i colleghi a sostenere e firmare la propria proposta di legge di iniziativa popolare per garantire maggiori tutele – operative, economiche e di carriera – a chi indossa una divisa.
Per farlo, occorre accedere al sito https://www.supportiamoleforzedellordine.it/ e sottoscrivere la proposta.
