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Il club dei delitti del giovedì di Richard Osman


a cura di Roberto Fiorini


Richard Osman
è un presentatore televisivo, regista, produttore ed autore inglese.
Dopo aver studiato sociologia politica al Trinity College di Cambridge, ha iniziato le sue prime esperienze lavorative collaborando con BBC Radio Sussex.
In seguito è entrato a far parte del mondo della televisione, presentando diversi quiz in Gran Bretagna e creando il programma Pointless.
La sua carriera di successo l’ha portato inoltre a diventare direttore creativo di Endemol UK, dove ha prodotto show prestigiosi.
Ecco perché quando è uscita la notizia che attingendo alla sua passione per la classica narrativa poliziesca inglese avrebbe scritto il suo prima romanzo, si è scatenata un’asta editoriale ed il suo esordio letterario è diventato il debutto piu’ venduto prima di essere stato pubblicato.
Ciò che contraddistingue questo debutto è sicuramente l’originalità dell’ambientazione, ispirata da una visita che Osman ha fatto ad un ricco villaggio di pensionati completo di strutture ricreative e mediche nonché di un ristorante di lusso contemporaneo.
Kent, Gran Bretagna.
In una tranquilla e lussuosa casa di riposo quattro improbabili amici si incontrano una volta alla settimana per indagare sui casi di omicidi irrisolti.
Elizabeth, Joyce, Ibrahim e Ron, tra calici di vino e torte alla vodka, studiano i fascicoli della polizia segretamente acquisiti dalla leader indiscussa del gruppo, Elizabeth.

Il club dei delitti del giovedì pubblicato in Italia da Sem editore con la traduzione di Roberto Corradin è un romanzo intelligente che sprigiona allegria, attraverso il quale il lettore riflette sul valore del tempo, il senso dell’amicizia, sulla malattia, sull’amore oltre che sulla morte.
Quattro arzilli vecchietti di quasi ottant’anni residenti in una lussuosa casa di riposo nelle magnifiche campagne del Kent.
Ricorda qualche cosa?
Ogni giovedì gli investigatori dilettanti di Cooper’s Chase si riuniscono nella sala del puzzle, “tra storia dell’arte e francese colloquiale“, per indagare su casi di omicidio irrisolti che le forze di polizia del Kent troppo incompetenti non sono riusciti a dipanare.
Cooper’s Chase si trova all’interno di un ex convento: il proprietario, uno sfacciato e volgare tizio che possiede un pianoforte a coda rosso, sta sfruttando un escamotage contrattuale per trasformare la cappella e il cimitero in otto nuovi appartamenti.
Ma quando il suo brutale omicidio ha luogo proprio sulla soglia di casa, Il club dei delitti del giovedì si ritrova nel bel mezzo del loro primo caso.
I quattro protagonisti saranno pure degli ottantenni, tuttavia hanno ancora qualche asso nella manica.
Sono persone vivaci, straordinariamente agili ed energiche, decise a esercitare la loro notevole elasticità mentale nella ricerca di un assassino a piede libero.

La trama di Osman è sia originale che semplice in egual misura.
E i membri chiave della squadra omicidi degli over 60 sono distintamente caratterizzati.
Elizabeth era “il tipo di insegnante che ti terrorizzava tutto l’anno, poi ti faceva prendere un voto A e piangeva quando te ne andavi“.
I suoi aiutanti includono Red Ron Ritchie, che ha un tatuaggio del West Ham sul collo e opinioni rumorose.
L’ex infermiera Joyce, con la sua tranquilla camicetta color lavanda e cardigan malva, che passa inosservata ma si accorge di tutto.
E poi il meticoloso psichiatra egiziano Ibrahim che introduce quel pizzico di diversità.
Un perfetto melting pot di arguzia, simpatia e irriverenza.
L’intera narrazione è portata avanti dai quattro personaggi principali tra colpi di scena inaspettati ed un paio di agenti di polizia che, nonostante i loro migliori sforzi, riescono sempre a essere un passo indietro rispetto ai quattro simpatici vecchietti.
Allo stesso tempo Osman, tra umorismo e momenti tragicomici, decisi di inserire struggenti riflessioni sulla vita e sull’invecchiamento.
L’umorismo è ovunque, molto britannico, intelligente e pungente anche nella perfetta traduzione in italiano.
Giallo e mistero ma anche un romanzo sull’amicizia e il desiderio di indagare su chi siamo.
Una lettura veloce e, a tratti, esilarante: le pagine volano facendo percepire al lettore di trovarsi di fronte ad un romanzo impostato per correre e correre.
Il mistero in sé per gli amanti del genere forse è anche banale ma i personaggi e la scrittura sono davvero spettacolari.
I personaggi sono la forza trainante e contribuiscono a rendere affascinante la storia.
Le loro voci uniche rimangono a lungo appiccicate al lettore dopo aver terminato la lettura del libro.
Personalità spiritose, tragiche, tristi, indulgenti.

Ho trovato questo romanzo un piccolo grande gioiello.
Fantasioso e spiritoso, attraverso una racconto scoppiettante, il gruppo dei vecchietti porta alla luce indizi e prende in giro i testimoni.
Un tributo compassionevole e premuroso ad una parte della popolazione che viene spesso respinta ed ignorata.
È anche un eccellente esempio in cui un mistero di un omicidio può essere risolto in modo molto divertente.
Osman smantella potentemente i preconcetti sulla vecchiaia.
I suoi ottuagenari sono consapevoli di percorrere l’ultima parte delle loro vite.
Eppure questi pensionati sono fieramente indipendenti, divertenti, ambiziosi e pieni di risorse.
Chiariscono fin dall’inizio che non sono amici semplicemente perché devono passare il resto della loro vita insieme.
Osman dimostra una comprensione compassionevole rifuggendo da pregiudizi e luoghi comuni.
Non disegna caricature ma personaggi forti con individualità senza pari.
Il passato e il presente si sovrappongono ad ogni pagina.
Il romanzo è stato un fenomeno editoriale: ha venduto milioni di copie e Steven Spielberg si è accaparrato i diritti cinematografici.
A differenza della maggior parte dei romanzieri polizieschi, Osman assicura che la forza e lo slancio del suo libro non derivino dalla trama, dalla suspence o dai brividi, ma piuttosto dai personaggi perfettamente delineati, che entrano da subito in empatia con il lettore.
Il Thursday Murder Club è un mistero di villaggio molto britannico, in stile Agatha Christie: ci sono una serie di sospetti, un sacco di falsi indirizzi e quattro personaggi fantastici.
Da leggere.

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