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Federico Fubini (Corriere della Sera): “gli agricoltori e rivenditori diretti evadono decine di migliaia di euro”

Scrive Federico Fubini – editorialista del Corriere della Sera e vicedirettore ad personam – sul suo profilo Twitter.
Piccola testimonianza sulle tasse da una località di vacanza italiana. Vado al mare in un posto molto normale, ceto medio, in una regione nota per lo spirito civico dei suoi abitanti. Dietro la spiaggia c’è un bel chiosco di frutta e verdura in vendita diretta. I gestori del chiosco portano la merce direttamente dalla loro tenuta agricola. Tipica frutta e verdura mediterranea di buona qualità. Né cara, né particolarmente economica. I clienti sono numerosi, sicuramente farà vendite per varie migliaia di euro al giorno. Prima volta che provo a fare la spesa al chiosco mi si spiega, senza alcun imbarazzo, che loro il bancomat non lo accettano. Così, in faccia, neanche cercando di scusarsene, come se non fosse illegale rifiutare i pagamenti digitali. Seconda volta che provo a fare la spesa, chiedo lo scontrino che lì per lì non mi era stato consegnato. E mi consegnano un pezzo di carta che non è uno scontrino fiscale, ma solo un tentativo di imitazione anche fatto male e con poco sforzo. A questo punto sembra abbastanza probabile che questo chiosco della frutta e verdura pratichi un’evasione pressoché totale su fatturati di centinaia di migliaia di euro ogni estate, da anni. Siamo probabilmente sopra i livelli ai quali l’evasione diventa un fatto penale. Fin qui niente di particolarmente raro, purtroppo. Ma quello che mi fa pensare è che tutti vanno regolarmente lì a fare la spesa, da anni, alla luce del sole. E nessuno sembri trovare tutto questo abnorme. E non faccia mai la spesa lì un ufficiale della GdF o delle Entrate. I gestori del chiosco ricevono (almeno) molte decine di migliaia di euro all’anno in sussidi come agricoltori e evadono (almeno) decine di migliaia di euro come rivenditori. Così, alla luce del sole. In tranquillità. La cosa sembra essere socialmente del tutto accettata?“.
Peccato che le aziende agricole che vendono direttamente i prodotti che coltivano (vendita al dettaglio) se in regime speciale NON sono tenute all’obbligo di emissione di scontrino fiscale.
https://consulenzaagricola.it/circolari/fiscale/10492-regime-speciale-iva-e-vendite-al-minuto-quando-e-obbligatorio-emettere-lo-scontrino?tmpl=component&print=1#:~:text=La%20certificazione%20dei%20corrispettivi,non%20venga%20richiesta%20la%20fattura
Insomma, le società agricole a regime ridotto non hanno né bisogno di emettere scontrino né bisogno di avere il bancomat perché c’è una normativa specifica che lo dice ma il giornalista del Corriere della Sera è troppo impegnato a scrivere e screditare.

A questo punto sarebbe interessante che Federico Fubini scrivesse dei contributi all’editoria, a quanto ammontano, perché esistono e con quali criteri vengono elargiti.
Credo che i lettori siano molto interessati.

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