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“Falcone, Borsellino e le teste di minchia” chiude la stagione al Teatro di Cavriglia

Ultimo appuntamento della stagione teatrale di Cavriglia per il 2022 e l’Amministrazione Comunale, in vista del triste trentesimo anniversario della strage di Capaci nella quale persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta, lancia un forte messaggio di impegno sociale. La scelta infatti è quella di portare sul palco l’opera “Falcone, Borsellino e le teste di minchia 30 anni dopo” di e con Giulio Cavalli.

Il titolo dell’opera nasce da una frase che Borsellino scrisse a Falcone qualche tempo prima dell’attentato. La definizione di “teste di minchia” altro non è che, in questo caso, un sinonimo di sognatori, appunto loro due, che provarono a sconfiggere la mafia applicando la legge. La piece dunque assume i toni di un incontro tra “stand up comedy” e la giullarata, con la precisa volontà di voler far ridere sui boss della malavita, riprendendo loro intercettazioni ed esautorandoli così di ogni autorità che hanno conquistato a spese delle istituzioni.

Giulio Cavalli è uno scrittore, un drammaturgo, un attore, un regista teatrale ed un politico: nei suoi testi ha scritto del G8 di Genova, dei segreti di Giulio Andreotti, dell’abominio del turismo sessuale e appunto, anche di mafia e malavita. Falcone, Borsellino e le teste di minchia 30 anno dopo” è un ricordo di alcuni eroi ed un atto di accusa preciso, che a distanza di trenta anni rinnova la memoria dei magistrati, delle famiglie e delle loro scorte. Il botteghino del teatro poi aprirà  un’ora prima dell’inizio della rappresentazione, prevista alle 21.30 di domenica 22 maggio.

Locandina

 

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